Il viaggio, lo sguardo e quello che conta

Lo Sposo Errante ed il suo amico di sempre, vagano beati per le lande sperdute della Scozia, viaggioregalo per i loro compiuti cinquant’anni e antica promessa mantenuta. Per loro sono giorni miracolosamente sospesi, pieni di chiacchiere solitarie in un generoso tempo autogestito.
Me li immagino come spavaldi Indiana Jones, curiosi come Bruce Chatwin ed empatici come il capitano Kirk e il signor Spock però senza il teletrasporto.
Tizianeda, che ama le storie che viaggiano nel tempo, proprio come questa, che avrebbe voluto seguire i due cinquantenni per sbirciare curiosa le loro gesta, per lenire l’ansia da lontananza e il timore che non torneranno più, per dare sfogo alla sua fantasia compulsiva e soprattutto perché è una buffona senza speranza, in questi giorni si è rappresentata nella sua mente iperattiva, cosa sarebbe potuto accadere ai due girovaghi :
1. Scoprono che il mostro di Loch Ness esiste davvero. In una notte nebbiosa ed umida, mentre contemplano il lago fermo e silenzioso ricordando i loro trascorsi fanciulleschi, quella specie di drago acquatico sbucherà infido dalle acque, imprigionandoli nelle sue viscere come Geppetto e Pinocchio nel ventre della Balena. Nessuno li troverà più.
2. Mentre percorrono nell’ automobile noleggiata, le lunghe strade desolate della Scozia che tagliano la brughiera, distratti dalla corsa di centinaia di daini su un prato, non scorgeranno il gregge di pecore che attraversa la strada, così le investiranno e ne uccideranno una decina.
Il pastore padrone, grosso peloso vagamente odoroso di whisky e di stalla , in preda ad una funesta ira compulsiva, sfascerà la macchina dei due malcapitati con una grossa clava causalmente in suo possesso. Li sequestrerà, e per farsi risarcire li costringerà a sposare le sue figlie grosse, pelose, vagamente odorose di whisky e di stalla. Ci sarà un rito gaelico al cospetto di tutte le bestie della fattoria. Nessuno li ritroverà. Forse un giorno riusciranno a fuggire.
3. Si sistemano comodi su un battello pensando di godere di una breve gita panoramica. In realtà per un inspiegabile equivoco, salgono su un peschereccio rompighiaccio che li porterà sino alla Groenlandia. Il barcone sosterà lì per tutto l’inverno. I due saranno adottati dalla comunità Inuit, si dedicheranno alla caccia del bue muschiato ed alla pesca di gamberetti e narvali facendo buchi nel ghiacci . Ritorneranno in primavera.
4. In Scozia non sono mai arrivati.Sono a Rio de Janeiro ad ancheggiare al suono di salsa e merengue con toniche e discinte fanciulle in un tripudio di sudore e mojto. Se ritorneranno non lo so.

In realtà niente di tutto questo è successo, almeno non ancora.
Lo sposo Errante ed il suo amico in questa serena pausa dell’età di mezzo, hanno già ammirato le bellezze del Lago, senza tuttavia avere incontri ravvicinati con il mostro. Si sono placidamente accomodati sui sedili di un battello che li ha portati davanti alle rovine di un antico castello, e poi sono ritornati al porticciolo dal quale erano partiti, senza perdersi o essere divorati da esseri immaginifici.
Hanno percorso chilometri e chilometri in macchina e contemplato paesaggi e villaggi scozzesi. I daini li hanno visti veramente, le pecore pure. Nessuna di queste bestie è stata travolta dalla loro guida disinvolta. Non hanno incontrato pastori.
Sono approdati su un’isola che si chiama Arran, non molto lontana dall’Irlanda , dove la flora e la fauna sovrasta numericamente la presenza umana. Mentre la nave scivolava sul mare freddo del nord, hanno avvistato uno squalo elefante potente ed imperturbabile.
Ogni mattina lo Sposo Errante, per integrarsi con gli indigeni, mangia pane tostato, bekon, uova che a guardarle nelle fotografie che ci manda, sembrano mozzarelle di bufala campana, beve anche il caffè o qualcosa di simile.
La sera ci sentiamo e ci vediamo con i sorprendenti strumenti tecnologici di internet.
Il seienne gli rammenta di portargli qualche regalo, la decenne sogna di andare anche lei un giorno in un posto lontano, con un’ amica.
Così la famigliola partecipa gioiosa a questo viaggio, perché non c’è chi parte e chi invece resta ad aspettare, ma un miscuglio potente di esperienze e di vita che si mescolano si sovrappongono ed a volte si dividono, perché alla fine siamo tutti viaggiatori e non è il dove ma è sempre lo sguardo quello che conta.

Tizianeda

3 thoughts on “Il viaggio, lo sguardo e quello che conta”

  1. Aruta ha detto:

    Carissima Tizianeda
    il tuo nobile gesto e la forza argomentativa dei tuoi visionari racconti, ci (io come penso altre) ha ingenuamente portato a condividere, con infantile entusiasmo, con i rispettivi compagni o sposi l’avventura da te descritta e generosamente lasciata vivere al tuo sposo errante in intima solitudine condivisa solo con l’amico di sempre ed al riparo da stressanti urla infantili di richieste di ogni genere (normalmente imperanti durante i viaggi familiari), ebbene sappi che si sono scatenate orde di progetti (non così bucolici e fantasiosi) nelle menti dei ricettori del racconto, che già vivono nella speranza focalizzando il loro viaggio del genetriaco di mezzo secolo, nonché strappandoci promesse alla cieca, dopo cotanto entusiasmo dovute, sulla disponibilità a concedere qualsivoglia destinazione.
    Solo il vibrante piacere che ci offri con le tue allegre condivisioni , i saluti dello sposo errante e la consolazione che solo chi dà riceve ci appaga nell’attesa di conoscere il nostro destino

  2. adriana ha detto:

    E’ un atto d’amore non c’è dubbio quello di lasciare che vada in viaggio senza di te, sai che è per il suo bene, sai che tornerà più sereno…anche il mio sposo è partito in questi giorni per un giro in moto, mi ha quasi pregato di andare con lui ma era necessario che lui staccasse la spina per un pò …troppe cose successe…ho insistito che andasse da solo, mi sono inventata mille scuse, mi è però mancato …ma rivederlo con il sorriso di un ragazzino al ritorno mi ha dato la certezza di aver fatto la cosa giusta.

  3. Tizianeda ha detto:

    Grazie per i vostri interventi che rendono questo blog prezioso.
    Aruta, è sottinteso che le promesse estorte devono godere del beneficio della reciprocità.
    Adriana grazie per la tua generosa condivisione.
    Un saluto allegro a tutti voi!

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