Un infido mostro e due bambini

L’infido mostro Ogginoncelapossofare si aggira inquietante e minaccioso, non solo la mattina, quando la sveglia suona in orari incompatibili con il tuo bioritmo.
Non solo nel turbine nevrotico del tuttoprestosubitobene che è il tuo lavoro.
Oppure la sera quando tu e la tua stanchezza siete un tutt’uno melmoso ed informe ed il sonno diventa la prospettiva migliore della tua vita.
L’infido mostro Ogginoncelapossofare gongola beato anche nell’ora in cui i bambini si trasformano in sofisticati strumenti di tortura.
“Cari bambini, è giunta l’ora dello studio, chiudete i vostri amati libri di letteratura, scienze, filosofia e recatevi nelle vostre stanzette”.
“Sì madre con slancio e gioia”.
Questo è quello che nell’intimo ogni genitore vorrebbe accadesse nel caos della propria casa.
Tuttavia il più delle volte le dinamiche familiari prendono sentieri differenti e più tortuosi.
“Ora basta chiudete la televisione ed iniziate a studiare !”
“…..”
“Insomma!!”
La decenne, neofita della scuola media, si impossessa della sua postazione nella stanzetta. Si alza dalla sedia una quantità di volte accettabile, è sempre “tutto bene tutto ok”. Quando le chiedo di ripetermi la lezione del giorno, così all’improvviso, come fa un Finanziere a cui un attimo prima hai aperto le porte del tuo locale e un attimo dopo è con i tuoi libri contabili in mano, lei non batte ciglio e si rende disponibile come un onesto cittadino.
La guardo incredula, pensando che forse è stata rapita di notte da due compassionevoli genitori extraterrestri per poi essere riportata nel suo letto, ignara e geneticamente modificata. O forse, la non più bimba è soltanto cresciuta.
Poi c’è il seienne ormai quasi settenne. Il tempo dei compiti per lui è un grafico impazzito che sale fino alle più alte vette dell’efficienza per poi all’improvviso scendere giù giù verso gli abissi della disperazione : “Sono staaaaanco, ho bisogno di riposaaaarmi, ho trooooppi compiti…..” ecc ecc.
In mezzo a questo delirio pomeridiano c’è un po’ di tutto.
Ci sono le irrinunciabili ed improcrastinabili urgenze. “che ti prende ora” “Mi scappa la cacca…però vieni con me”. Poi c’è la pipì, la sete inconsolabile di un maratoneta nel Sahara, il dolore alle gambe, prima la destra e poi la sinistra e viceversa, e la pausa respiro. Nella stanza con la sorella non studia più, perché ineluttabile arriverebbe tra i due il momento degli insulti e della rissa. Se distolgo lo sguardo, in un lampo, il quaderno, le penne, il diario ed il borsellino vengono accerchiati da pupazzi con le facce allampanate e pazze “mi devono guardare mentre faccio i compiti”.
Ogni tanto decide di esprimersi nella lingua dei suoi esseri immaginifici “la smetti di fare le pernacchie?” “non sono pernacchie è il pernacchiese”, che si aggiunge al mimiese al titiese ed al fiffiese.
Però gli piace ripetere le lezioni per infarcirle di fantasie poetiche ed aggettivi sorprendenti. Come quando ha dovuto imparare il modo in cui l’uomo nei secoli è riuscito a misurare il tempo. Gli è piaciuto talmente che ormai la ripete tutti i giorni.
“Quando il sole si trasformava in luna gli uomini capivano che era notte” “ma il sole non si trasforma in luna” “si lo so mamma ma mi piace dire così”
“E poi l’uomo è diventato più tecnologico, più intelligente e creativo, così ha inventato l’orologio” “Accidenti e questi aggettivi chi te li ha insegnati?” “nessuno, lo sai che io penso tanto”.
E così il pomeriggio scorre e sfrigola come i moti ondosi.
Dopo tutto questo, Tizianeda fugge non molto lontano, solo un piano più giù rispetto a quello di casa, nello studio di avvocatessa, ignara che alle sue spalle c’è quel tipo strano ed inopportuno in agguato: il silente e malefico mostro Ogginoncelapossofare.

Tizianeda

2 thoughts on “Un infido mostro e due bambini”

  1. EmmeGiElle ha detto:

    Ogginoncelapossofare… e poi arriva lei, Tizianeda, con nient’altro che un caffè ed il suo sorriso e di colpo CELAPOSSOFARECELAPOSSOFARECELAFACCIO <3 grazie 🙂

  2. Zio Pino ha detto:

    Esclusivi e non omologati i miei CARI Nipotini 😉

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