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Tizianeda, ormai da un po’, convive con una entità affascinante ma anche destabilizzante, una entità proteiforme e mutante.
E come per le cose che non si comprendono mai del tutto, la osserva, come fa lo scienziato con i fenomeni della natura per cercare di capirli. Tipo quel signore simpatico di tanti secoli fa, Galileo Galilei, che non si capacitava che il sole potesse girare attorno alla terra e allora con l’ostinazione dello sguardo e con con il coraggio dei visionari, ha creato un bel po’ di casini con le sue intuizioni geniali. Sì tipo lui.
Ora però, il fenomeno oggetto di esame scientifico da parte di Tizianeda, avrebbe certamente terrorizzato Galileo Galileo, più avvezzo allo studio di corpi lontani lontani e meno multiformi. Insomma, lui, lo scienziato, si sarebbe arreso, trovando molto più semplice lo studio di mondi con i quali non avrebbe dovuto interagire.
Perché il fenomeno oggetto di pervicace osservazione da parte di Tizianeda si chiama pre-adolescenza, che solo a pronunciarla ti viene un brivido lungo la schiena.
La pre-adolescenza, che ha le forme graziose di una ragazzina undicenne che vagola ignara dentro i 90 mq della famigliola.
La ragazzina, che ride di un sorriso nuovo, ormai da un po’. Che passa con la velocità di una pioggia torrenziale dalla modalità: “vi amo tutti mia madre è la migliore del mondo mio padre pure mio fratello è il numero uno”, alla modalità: “voi siete i miei nemici non mi capite ora mi teletrasporto”.
La ragazzina che ha smesso di giocare con le bambole e ritaglia le foto della rock star. Che sta scoprendo con occhi diversi, quei tipi con la voce strana, che si chiamano maschi. La ragazzina che è colta da silenzi inquietanti cui seguono inaspettati, inusuali ed entusiasti attacchi logorroici. Che ascolta la musica di cantanti sconosciuti a noi adulti, prova inconfutabile di una evidente distanza temporale tra generazioni (leggi: siamo vecchi).
E così, Tizianeda osserva la pre-adolescenza, come un fenomeno nuovo dinanzi al quale spesso si sente inadeguata, non sufficientemente strutturata, poco preparata. E succede che le viene un gran mal di pancia e vorrebbe uno di quei libri salvifici con tutte le risposte.
Però altre volte, inspira ed espira, invoca gli spiriti benevoli delle Donne Sagaci, e come d’incanto tutto sembra facilissimo. Come l’altra sera che le ha fatto un discorso lungo lungo che c’era pure il settenne, e le ha parlato di valori, di verità, rispetto, studio, cultura, indipendenza, dei no che aiutano a crescere ecc cc e le ha spiegato che anche se a volte si trasforma in Lord Voldemort, le vuole bene uguale, e che è sempre lì pronta ad ascoltare le sue parole. E dopo questo discorso che ha portato la pace cosmica nella famigliola e nei moti incostanti di questo tempo di mezzo, Tizianeda si sarebbe voluta dare una bella pacca sulla spalla da sola, ma poi si sono tutti fatti avvolgere da un sonno ristoratore, chè la pre-adolescenza consuma un bel po’ di energie, come le applicazioni alle batterie del cellulare.
P.s: Ma Galileo Galilei, se avesse avuto figli al seguito nelle sue passeggiate scientifiche, sarebbe riuscito a formulare le sue teorie o impossibilitato a trovare la concentrazione giusta, ancora avremmo creduto che il sole gira attorno alla terra? Oppure, a trovare le risposte sarebbe stata una donna, che tanto a fare e pensare alla velocità della luce anche in condizioni avverse di caos pediatrico, è abituata ormai da secoli.
Che la pace cosmica sia con voi. E un saluto allegro.
Tizianeda
Leggere le tue parole mi terrorizza cara Tizianeda, perché le due minori che si aggirano per casa mia hanno 6 e 4 anni e so che fra non molte primavere starò a fare lo stesso discorso che hai fatto tu. A proposito…non è che si potrebbe avere il testo?…con pause, indicazioni sul tono di voce, sulla gestualità e tutto il resto?!
Guendalina hai ragione ad avere paura…poi due femmine nella pre-adolescenza…come si direbbe da noi “focu!!”. Però a parte gli scherzi la pre adolescenza non è solo spaventosa ma anche affascinante e bella da guardare. Quanto al testo, sono andata così a istinto con l’ausilio del fattore c., quelli che ti viene nei momenti in cui non sai più che fare e dire. Un saluto allegro