La Medaglia del Rovescio

Tutto cominciò con una mail, che, poiché sono sempre attenta, vigile e mai distratta, non ho letto. Per fortuna il mittente doveva essere uno che crede nelle seconde possibilità, oppure fu colto da una illuminazione cosmica e così ne inviò un’altra. Il mittente mi scriveva che da ormai un anno leggeva il blog, Lamedagliadelrovescio, che gli piaceva, che riteneva che si potesse fare qualcosa insieme, tirare fuori le parole, estrarle dal mondo degli algoritmi informatici e fissarle sul quel materiale consistente e lieve di cui lui si serve per il suo lavoro. Un materiale che a me piace tanto, ché da secoli trasporta un patrimonio prezioso, che ha il potere di farti vivere emozioni e sentimenti, di farti viaggiare nel tempo e nello spazio, di farti entrare nelle vite degli altri, di farti pensare, piangere, ridere, arrabbiare, divertire. Di farti cambiare, a volte, o estrarre come un materiale prezioso, quello che è dimenticato e sedimentato nella parte rocciosa dell’anima. E’ il patrimonio delle storie.
Ci siamo dati appuntamento nel suo labirinto nascosto, la sede della sua casa editrice. Un labirinto che ha l’odore dei libri. E così sono andata dal Signor Editore. E così abbiamo parlato, e così ci siamo accordati e così ci siamo stretti la mano e così ho iniziato a estrarre dal blog le storie, ad assemblarle a scrivere pensieri nuovi. E così sono spuntate dai ricordi due storie nuove. E così ho scritto per mesi in ogni dove, io e la mia scrittura estrema. Nel senso che scrivo ormai da sempre in condizioni estreme. Nel delirio dei 90 mq, in macchina, nelle attese, dentro palestre affollate, nelle sale d’aspetto, con la musica nelle orecchie, con il chiasso, con il silenzio, la sera, la mattina presto. Tutte le volte che posso. E così e così una volta che le pagine si erano sommate una sull’altra e le parole diventate tridimensionali, in una giornata di sole, sono tornata lì dove l’avventura del blog era iniziata. Nella casa del creativo che aveva sistemato la stanza colorata del blog, quattro anni fa. Sono andata con la mia amica Cristina, preziosa quando c’è da tirare fuori emozioni, e la sua macchina fotografica. Siamo entrate in un luogo ispirato e onirico e abbiamo vagato per le stanze e nel giardino, con buona pace del creativo e di Morfeo, il suo cane. L’immagine di copertina è stata fatta lì. Le ali le abbiamo dovute restituire al suo proprietario. Un giorno di questi, però, ci torno nella casa del creativo, le indosso, salgo su una sedia, come quando ero bambina, faccio un salto potente e provo a volare. Intanto stringo tra le mani un libro aperto e chiedo a lui di farmi viaggiare senza alcun peso.

P.s.: per chi vuole, può e si trova da queste parti del sud suddissimo, il libro sarà presentato il 26 maggio presso l’Auditorium “Incontriamoci sempre”, ore 19,30, in una bellissima stazione ferroviaria (Stazione Fs S. Caterina, Reggio Calabria), dove una volta passavano i treni e oggi si raccontano storie. Ci divertiremo!

copertina

Tizianeda

7 thoughts on “La Medaglia del Rovescio”

  1. Santa ha detto:

    Ti auguro che questo libro aperto ti faccia volare lontano…. dolce “campanellino” (cit.) 😉

    1. Tizianeda ha detto:

      Santa, grazie! Sei una persona di rara gentilezza … ❤️

  2. Mimma ha detto:

    Ciao Tiziana, arrivo al tuo blog grazie a Santa che ti ha ‘adottata’ nel gruppo su Facebook di #adotta1blogger. Dal blog al libro è un bel modo di volare e anche se non ho letto altri tuoi post credo che un bell’augurio sia necessario. A presto. Mimma

    1. Tizianeda ha detto:

      Grazie cara Mimma, sei gentile. Un abbraccio da qui!

  3. S. ha detto:

    ciao, ti ho scoperta oggi leggendo Santa…ho cominciato a leggerti e penso che non smetterò.
    Abito a napoli e visto che nel video, sempre postata da Santa, si parla di librerie indipendenti,
    avevo pensato di suggerirti, ma lo farò anche io, la libreria IOCISTO’ , voluta da persone che sanno sognare, in un momento in cui, chiudevano tante librerie storiche. Spero di riuscire in questa impresa e così oltre a leggerti, potrò avere il piacere di conoscerti e magari con le sue ” fimmine” amiche di avventura. Ciao Silvia

    1. Tizianeda ha detto:

      Silvia, grazie di cuore. Teniamoci in contatto. Mi piacerebbe portare il libro a Napoli. Intanto un abbraccio da qui.

  4. Pino Rotta ha detto:

    Ecco avvocata, l’ho fatto.L’ho letto in poco tempo io che più che leggere sono uso studiare (roba noiosa del tipo come è il mondo oggi, perchè, per come, sociologia… ragionamento…)
    Il Signoe Editore, uomo di fiuto raffinato, ha dato una definizione molto professionale di questo libro dicendo che non è un’autobiografia, a mio modestissimo avviso ha fatto un errore ma solo per difetto.
    Questo libro è L’Autobiografia! Con il particolarissimo stile lieve, a volto molto poetico ma assolutamente personale, racconti attraverso la vita di questa famigliola dentro e fuori i 90mq una esperienza di vita che non appartiene alle donne in generale ma al tuo modo di essere donna nel tuo presente con questo futuro proiettato attraverso gli occhi dei “minori”!
    C’è quasi tutta la storia di una donna che parla delle donne (realtà con la quale personalmente non provo neanche a misurarmi… siamo pianeti diversi e quasi mai “allineati”, noi uomini e voi donne!) ma credo di avervi letto qualcosa di più di una storia di donna.
    E’ la storia di una donna in un preciso momento e luogo, sia fisico che emotivo. Per l’esperienza che ho delle donne mie coetanee (una generazione circa prima della tua, nipoti del ’68, nati troppo tardi per vivere quel momento magico, ma non tanto da non riceverne un pò di eredità) in questo breve lasso di tempo tutto è cambiato! Non so dire se in meglio o in peggio, anch’io non ho risposte e continuo a farmi domande, tu invece ne La medaglia del Rovescio di risposte nè dai eccome, non sono risposte logiche (anche se si intuisce la realtà concreta dentro la creazione narrativa). Sono risposte dei sentimenti, quelle di cui oggi forse più che mai abbiamo bisogno…
    non resta che dirti: continua… nel senso continua tu a raccontarci una storia di amore per la vita che come tutte le storie vere d’amore viene sempre ricambiata.

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