Come attese lasciate a riposare

Ripongo le attese dentro i cassetti dei mobili tarlati. Cassetti senza sogni. I sogni li libero nelle stanze a prendere le misure della vita. Nei cassetti nascondo le dimenticanze, come attese lasciate a riposare. E non aspetto nulla, in un luogo montanaro, dove sono ora con la famigliola. Con i ragazzi, per esempio che sembrano sereni, ché qui siamo tutti più simpatici. Con lo sposo, per esempio, a ritrovarsi a fumare sigari in veranda che sanno di un sapore antico di anice. E poi scambiarsi fumo e baci, fumo e baci, nascosti nella notte. In un luogo costruito dagli alberi che rimandano il silenzio e fremono nel buio e non lo sai e li senti e non lo sai. In un luogo che sa di fuga e mi ritrovo a non sentire più la mia voce, sapendo che lì non serve. Ed è un ascolto continuo, che non è fuori, che è dentro e a volte sono contenta perché irraggiungibile agli umori lontani e a volte chiudo tutto e mi chiudo e cammino sola in un presente senza attese. E viene da dire lasciatemi qui che sto bene e poi ritorno quando so. Ed è profumo di zenzero e tisana, che mi riporterà ogni volta in questi luoghi consolati. Ed è un odore di spezie e pelle e silenzio che pizzica la lingua, come una polvere magica. E capisco che mi basta almeno per ora e voglio che sia così, anche quando tornerò ai giorni che devo ricordare e forse non vorrei.

Tizianeda

2 thoughts on “Come attese lasciate a riposare”

  1. Stefania ha detto:

    Mi piacciono i tuoi racconti autoironici velati da una malcelata nostalgia. Mi piace perchè sai guardare dentro te stessa e, se ci penso bene, è come se io facessi la stessa cosa. Condivido molto dei tuoi pensieri e dei tuoi ricordi; del tuo aggrapparti al passato (di cui riconosci l’importanza) per vivere meglio il presente e guardare al futuro in maniera più consapevole. Mi hai fatto venire voglia di scrivere, di raccontare quello che ho nel cuore; perchè in realtà è una cosa che ho sempre fatto sui diari di ragazzina o su pezzi di carta improvvisati. Dovrei solo aver voglia di mettere assieme tutti questi pezzi, proprio come hai fatto tu.
    Grazie, Tizianeda

    1. Tizianeda ha detto:

      Stefania grazie! E scrivi se è questo che senti. Mettiti in gioco senza troppi pensieri e paure, come ho fatto io quattro anni fa. La mia vita è diventata più sorridente e ricca. Un abbraccio da qui!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *