No, non è dedicato a loro

Ha i denti di chi da ragazzina l’apparecchio lo teneva nella scatola colorata e non in bocca, gli occhi legati all’umore e alla luce. Marroni verdi, verdi e un po’ marrone, ma sono verdi? No marroni. Le dita piccole, e tracce in faccia di sorrisi regalati così, che tanto non costa nessuna fatica. Dentro ha una forza che quasi non ci crede e piedi larghi che hanno attraversato strade di fuoco, ed ora il fuoco non la spaventa più, o almeno lo può guardare dritto in faccia. A sedici anni, oh sì tardi molto tardi, ha scoperto che c’era qualcosa di sorprendente cui aggrapparsi, dove scomparire, per poi a volte ritrovarsi. A sedici anni il primo l’ha delicatamente condannata alla ricerca continua di storie, che la facessero sentire ancora ancora e ancora sospesa in quel modo lì. Da allora la luce dei libri, dove ha trovato risposte che nessuno sapeva darle, che l’hanno consolata nei momenti bui della giovinezza o soltanto distratta in un tempo sordo. Ha faticato, attraversando foreste nere e tzunami senza appigli, così oggi riconosce la dolcezza nei vicoli nascosti. Le piace essere donna. Le piace avere una figlia per tramandarle l’orgoglio della sua identità di genere. E’ felice di avere un figlio che vede la bellezza unica delle donne, chè lui già le ama di un amore ispirato. Le piace il suo corpo imperfetto, il suo umore che fluttua, il talento tutto femminile di stare dentro le cose della vita. Le piacciono sua sorella, le sue nipoti, sua figlia, le sue cognate, la nonna vecchietta e la nonna santa Gina, le sue scarpe con il tacco alto nell’armadio. Le piacciono le sue cugine, le sue amiche, i suoi capelli con tracce nascoste di bianco. Le piacciono le donne che segue in rete e quelle che ha ritrovato grazie alla rete. Le piacciono le ragazzine che si muovono insieme compatte toccandosi i capelli, le piace la loro grazia timida. Le piace che è cambiata lentamente come la terra e le piace avere quarant’anni e poco più, chè mai si è sentita così. Certo le piacciono anche gli uomini, anche se questo post, no, non è dedicato a loro.

Tizianeda

2 thoughts on “No, non è dedicato a loro”

  1. zia bianca ha detto:

    Se “loro” sapessero leggere queste parole, comprenderebbero “l’oro” che hanno accanto!
    …ma credo che lo sappiano già! 🙂

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