Ott
“Memeis”
“Come, settenne?”
“Vuol dire ciao in Mimiese …ma si può dire anche meuemei. In infiniti modi si può dire ciao”
Già i Miemi, gli omini che un giorno sono spuntati dal cervello iperattivo del settenne, che vivono nel mondo dei Minuscoli detto anche Pasticciato, che cantano, saltano, corrono, ballano e pare si mettano in un mare di guai.
“Anche le parole delle canzoni cambiano sempre, solo il ritornello non cambia mai…lo vuoi sentire un ritornello?”
“Sì certo”
“Hei hei monscellehi kehermahas minohei…
“Eh??”
“Vedi che il mimiese è una lingua strana”
Ipnotica come quelle lingue dimenticate nei tempi, tipo il gaelico antico o la lingua egizia dei faraoni e il settenne sarà la reincarnazione di un mattissimo Hight Lander o con questa oscura formula magica sta risvegliando tutte le mummie stese nei loro sarcofagi e domani avremo la casa invasa da omini imbalsamati e rinsecchiti.
“Ti ricordi mamma, che i Miemi nascono dall’uovo?”
“E chi farebbe queste uova?”
“Ovvio la madre…ma non sempre. A volte spuntano dal niente”
“Tipo una carota o una patata”
“Sì…e poi questi venuti dal nulla devono cercare una madre e un padre. Ma non c’è problema perchè sanno già camminare parlare e fare tutto”
“E certo”
“Spiano i genitori degli altri bambini e se sono buoni li scelgono”
“Ora vado a disegnarne qualcuno nel mondo cubo”
Già, il settenne, a scuola, ha imparato a disegnare i cubi, che poi rappresenterebbero le migliaia. A scuola appunto.
A casa invece sono delle trappole dove i Miemi vengono imprigionati. Però lui a tutti i cubi mette una porta ed una chiave nascosta in qualche angolo. Perché nelle sue storie alla fine si salvano tutti e ci si diverte un mondo.
Un Memeis allegro a tutti voi.
Tizianeda
Memeis anche a voi, cari amici e a tutti gli miemi intrappolati nel cubo con la porta. Il settenne un giorno scriverà un libro, questo è certo. O per lo meno è probabile.
Memeis a te cara Guendalina!!
Cercasi uno normale nella nostra famiglia
…meravigliosamente geniale!!!!
Meravigliosamente paccio netto…ma come dice zio Peppino…
Memeis eicherabu golchrish meipur! 😉
Appena si sveglia il settenne glielo faccio tradurre