Tre M ed una I

“Mamma voglio stare con loro perché gli voglio bene e non così per caso”.
Questo ha detto piangendo l’ormai quasi settenne, dopo aver salutato la zia M., lo zio M., la cugina M e la cugina I., sotto un cielo domenicale gonfio di nuvole, mentre piano ci allontanavamo da un viale fresco di alberi di un quartiere romano, per ritornare a casa nel Sud Sud.
Ed è vero l’amore non è mai così per caso.
Quando per la prima volta Tizianeda ha conosciuto questa famigliola piena di M dove l’unica lettera dissonante era un forse nella pancia della sua mamma, le vite di lei e dello Sposo Errante fluivano parallele e vicine da neanche due mesi, come un gioco allegro, un vortice prodigioso, come due correnti ondose nello scorrere del mare, che si incontrano si toccano e mai si confondono.
Era il 1998, Tizianeda aveva 28 anni, anche se sembrava una ragazzina. Aveva sopracciglia folte, un guardaroba scarno, labili risorse economiche per un lavoro, quello di avvocatessa, ancora poco strutturato e l’entusiasmo incosciente di chi è innamorato.
“Voglio farti conoscere mia sorella e la sua famiglia. Vivono a Roma… ti piaceranno”. Le ha detto sicuro l’uomo adulto di casa.
Così sono partiti la mattina di un dicembre freddo ed umido, attraversando strade malferme dentro un avvicendarsi di Regioni, spensierati e leggeri come la giovinezza.
Poi sul pianerottolo della casa romana, Tizianeda ha poggiato i suoi occhi su un sorriso di attesa e sollievo, il sorriso della prima M, un sorriso con la frangia bionda, con gli stivali ed un prato fiorito rosa su un vestito morbido. Il sorriso di una bambina di nove anni dalla voce calma e riflessiva.
Quella bambina ha sorriso a Tizianeda, ai suoi ribelli capelli neri e ricci, ai suoi pantaloni larghi, alle sue scarpe da tennis, alla sua faccia senza trucco, al suo corpo piccolo e formoso. Quella bambina è stata la porta aperta che ha fatto entrare Tizianeda serena nella nuova famiglia che da quel giorno è diventata anche la sua.
“Sai zietta quel giorno avevo paura che dall’ascensore uscisse una donna bionda alta con la minigonna le calze a rete ed i tacchi a spillo”. Questo ha confessato a Tizianeda molto tempo dopo la nipote M., affascinata e spaventata dai racconti che sentiva sullo zio scapestrato e libero, che scompariva con la sua Enduro e volteggiava felice tra le nuvole con un paracadute sulle spalle.
Così Tizianeda è entrata in quella casa che profuma di cucina buona, di lenzuola fresche e ricamate, di pane, di vino rosso sulla tavola apparecchiata, di pulito.
E’ entrata avvolta dai sorrisi, che l’hanno ammaliata e conquistata.
Ed ancora oggi, in questo tempo mutato dal nostro vivere, con dentro la nipote I, oggi tredicenne sottile e fluttuante, nata dopo un silente e sorprendente colpo di teatro, con dentro la decenne ed il seienne, si sono salutati domenica mattina, la famigliola e la nonna santa Gina venuta anche lei dal Sud Sud, con le tre M ed una I, con gli stessi sorrisi di tanti anni fa e quel piacere lieve e riposante di quando si sta insieme e che ferma il tempo, che non è mai così per caso, come dice sagace il piccolo di casa, avvolto dalla nostalgia.

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Tizianeda

4 thoughts on “Tre M ed una I”

  1. Maria ha detto:

    Ricordo il nostro primo incontro e la sorpresa piacevole di una sintonia che mai avrei sperato! La più bella soddisfazione è che, anche se distanti Km, siamo riusciti a restare sempre vicini, a sostenerci , a entusiasmarci reciprocamente……ma tutto ciò non ti sembra troppo sdolcinato?
    Zia M e le sue M ed I

    P.s. TI VOGLIAMO MOLTO BENE anche se non chiudi gli sportelli e i cassetti del congelatore, se fai la vaga quando zio M ti guarda sospettoso mentre cerchi di riporre (a casaccio) la spesa in dispensa, se sei portatrice sana di disordine e di allegria, anzi proprio per questo te ne vogliamo anche di più! 😉
    Zia M e le sue M ed I

    1. Tizianeda ha detto:

      Oh sì sdolcinatissimo…….. ma quanto mi piace!!!!!

  2. bianca ha detto:

    …tutto questo si chiama “famiglia”!!! 🙂

  3. Tizianeda ha detto:

    Già Bianca! Bello proprio bello 🙂

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