Post lamentoso con post scriptum contento

E’ stato un impulso irrefrenabile. Era lì, dentro la stanza in penombra occupata da una luce nocciola, tra le gambe di una sedia impassibile. Dentro quella stanza immobile da più di quarant’anni. La stanza della mamma vecchietta, quella che c’è l’armadio con le ante che cigolano, i cassetti odorosi di antico, di cipria e di rosa, con i comodini sbiaditi appesi al muro. Lì, come dimenticata e in dissonanza con tutto il resto, lei serafica ed in attesa, sul pavimento consumato dai passi, lei sirena tentatrice, lei che ci sali sopra e tac, ti penti dopo un nano secondo, proprio come è successo a Tizianeda. E dopo che lo sconforto e gli improperi hanno creato un inossidabile collante tra tutte le sue cellule sinapsiche, dopo essere scesa e risalita quattro volte da quell’oggetto destabilizzante, dopo aver visto per lo stesso numero di volte che l’ago stronzettino, come un mulo testardo, si arrestava sempre un po’ più avanti del consentito, dopo essersi detta che sicuro, era colpa dei vestiti pesanti, della troppa acqua bevuta in mattinata, di un passeggero gonfiore, della ritenzione, del nervosismo, della stanchezza, di una segreta cospirazione di una setta vegana, dei little people, di una congiuntura astrale negativa, del pavimento non in asse, dell’umidità, di un guasto nel meccanismo e del tempo instabile. Insomma dopo tutto questo Tizianeda, che pensava con pervicace ottusità che i vestiti un po’ più stretti avessero subito gli effetti nefasti di lavaggi sbagliati, ha deciso che nei prossimi giorni diventerà un po’ più antipatica e musona. Che detto in un linguaggio triste triste, ha deciso che inizierà una dieta ipocalorica (ma non troppo).

P.S: Oggi il post “è partito” un po’ più tardi. Avrei dovuto scriverlo ieri sera, ma poi ho iniziato a leggere un libro, che ho comprato, dopo aver ascoltato nel pomeriggio tre delle dieci autrici provenienti da diverse regioni italiane, sud nord centro isole. Ieri ho ascoltato tre donne calabresi, come me. Vi dico questo, anche se lamedagliadelrovescio non è un blog che parla di letteratura, però prova a raccontare di vita, quotidianità, resistenza, ordinario, prodigio, di ce la posso fare, di empatia, comunicazione, identità, maternità, di esserci, di essere comunque dentro le cose con uno sguardo femmina. Ieri ascoltando queste tre donne, ascoltando Doriana, Giovanna, Denise e Letizia che le ha presentate, e poi ritrovandole tra le parole scritte, mi sono sentita parte di una rete comunicante, mi sono sentita forte della mia identità di donna, ma anche e soprattutto di donna di una terra controversa (come il titolo del libro dove è stato lasciato uno spazio arioso tra le lettere diventando così due parole: Contro Versa), una terra di cui si parla spesso per sottrazione e negazione, ma che è molto di più. Mi sono sentita parte di una trama femminile che ogni giorno esercita quell’azione ripetuta che loro chiamano con una parola bellissima: la restanza.

Tizianeda

4 thoughts on “Post lamentoso con post scriptum contento”

  1. emmegielle ha detto:

    …quelli che restano, restano per cambiare, per non morire, per trasformare la realtà (Teti)
    un abbraccio per ringraziarti della luce che accendi in giornate pessime

    1. Tizianeda ha detto:

      ma grazie a te, che arrivi improvvisa qui a trovarmi in questa stanzetta colorata e che ci sei anche in quell’altro posto, fuori da qui.

  2. Guendalina Strana ha detto:

    Numero uno, sono a dieta da due giorni anche io, però ieri ho sgarrato perché sono andata ad una cena alla quale non sarei voluta andare. Numero due vorrei leggere anche io “Contro Versa” e leggere della restanza che deve essere una forma di resistenza nel restare e questo mi piace molto.

    1. Tizianeda ha detto:

      Cara Guendalina la capacità di stare e resistere … una dote tutta femminile!

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