Come una fresca pioggia estiva

Eleonora è arrivata puntuale, nel primo pomeriggio. Ha attraversato le curve dell’Aspromonte per approdare nella casetta di montagna dove la famigliola passa le vacanze estive da ormai quattro anni. Con lei c’erano O. ovvero senzaditeallostudiononsapreicomefare, un leggio con utilissima e professionale luce annessa, un’asta per fissare il microfono che a sollevarla dovevi essere la donna forzuta, i suoi occhi da aliena , il vestito per la serata dentro una busta e i capelli color della terra. Ha trovato Tizianeda già pronta, anche lei con la sua busta munita di accessori vari e una simpatica ansia da prestazione.

Le tre sono risalite in macchina per approdare in un posto vicino vicino che si chiama Mannoli e poi tra i boschi all’Osteria Slow Food “Le Fate dei Fiori”. Lì c’era Teresa indaffarata, con il suo grembiule nero pieno di lumache ricamate e colorate e il sorriso. C’erano tavoli sparsi in mezzo ai boschi come una costellazione lontana lontana, c’erano sedie attorno ai tavoli, tovaglie bianche, posate e bicchieri e in un angolo una tavolata lunga, promessa di una degustazione generosa di cibi che si sarebbe tenuta tra poche ore. Tizianeda ed Eleonora hanno piazzato l’asta il leggio e l’amplificatore proprio di fronte ai tavoli schierati, si sono improvvisate tecniche del suono, hanno fatto prove, cazzeggiato davanti al microfono acceso, parlato alle sedie con voce suadente, e dopo essersi accertate che tutto funzionava alla perfezione si sono preparate. Un vestito nero, uno scollo audace orecchini colorati scarpe trucco. Ché a dover spiegare cosa è questo blog e poi recitare i post scelti, non puoi certo farti trovare impreparata.
E come per incanto, lo spazio attorno ai tavoli si è riempito, di gesti di chiacchiere sorrisi e abbracci. Tutti si sono accomodati, Teresa ha illustrato i cibi che si sarebbero degustati. Poi Tizianeda ha iniziato a parlare. Questa volta non alle sedie vuote ma ai volti e ai corpi che ne avevano riempito lo spazio. Ha iniziato a parlare con i cuori che le battevano in petto, forse tanti quanto erano le persone presenti e con il respiro che le sembrava di poter toccare. Ha parlato del suo blog che ormai cura da più di due anni, ha spiegato qual è stato il vento che ha soffiato su questa barca sulla quale un giorno ha deciso di salire e dalla quale non può più scendere, non vuole più scendere, perché il viaggio intrapreso le piace troppo. Poi Eleonora ha dato corpo e colore alle parole di Tizianeda, emozionandola. E così la serata è scivolata leggera tra cibo chiacchiere sorrisi e parole.

E ora che ho finito di raccontarvela, Tiziana/Tizianeda vi dice grazie. Io vi dico grazie. Grazie a chi sabato era a Mannoli per ascoltare i racconti intimi di Tizianeda e i suoi pensieri. Grazie perché l’affetto che mi regalate è un valore prezioso nella mia vita che così è più colorata e piena. Grazie per tutte le volte che mi scrivete, per tutte le volte che mi condividete, così per entusiasmo, ma anche per tutte le volte che non dite nulla, ma io tanto, so che ci siete. Grazie perché senza di voi questo viaggio non avrebbe senso, perché avete accolto il racconto sincero della vita minuta e dello stupore che è dentro i miei occhi e nel mio sentire.
L’affetto è una fresca pioggia estiva che il cielo ti concede all’improvviso. Voi siete la mia fresca pioggia estiva.

Ovviamente un saluto allegro.

p.s.: in questo posto montanaro la connessione internet è un disastro e accidenti riesco a connettermi a intermittenza. Ora vado in cerca di una rete per poter postare… ciao.

Tizianeda

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